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Bentornati!
Edufest 2009: PERSONE DI CARATTERE
Il senso della costanza, del sacrificio e dello stringere quotidianamente i denti

(Immagine realizzata dallo studente Stefano Grassi della Scuola d'arte Andrea Fantoni)
Eccoci di nuovo qua, per il quarto anno Edufest è pronta a raccogliere la sfida dell'educazione.
Il tema di quest'anno nasce da una condizione necessaria all'educazione: altro non è che il faticoso esercizio della quotidianità. Non c'è azione intenzionale di formazione, così come non c'è reale apprendimento, e nemmeno costruzione dell'identità personale che non passi attraverso l'esercizio diuturno e intenso della vita. Senza impegno non c'è raggiungimento dell'obiettivo. E questo è precisamente quello che vogliamo mettere in atto quest'anno. Vogliamo condurre coloro che parteciperanno alla nostra iniziativa precisamente a rendersi consapevoli che la ferialità è la condizione della costruzione di sé. Vogliamo aiutare a riflettere - e non paia anacronistico - sul senso del sacrificio nell'impresa educativa. Resta la consapevolezza che questo cammino di appropriazione di sé, di presa di possesso della propria libertà e della propria vicenda personale, è un cammino strettamente personale. Tuttavia oggi, quella società educante che è la scuola, non può prescindere dall'accogliere la sfida di ritornare a percorrere i sentieri "inattuali" dell'educazione del carattere come condizione di realizzazione. Siamo consapevoli di essere controcorrente rispetto a un progetto sociale che spesso predica, in modo improprio, la ricerca di un benessere semplicemente relegato alla dimensione della percezione e dell'emozione. Tuttavia crediamo che la sfida del futuro non possa prescindere dell'offrire un quadro davvero reale della vita poiché vivere non significa necessariamente e sempre sentirsi bene nel vivere. La vita è una faccenda seria che non può risolversi nella semplice percezione di uno stare bene emotivamente inteso. Quello che ci proponiamo di far scoprire è che la felicità, la soddisfazione, la realizzazione di sé, chiede un esercizio continuo di rielaborazione delle emozioni che, anche se negative, vanno comunque risignificate in un orizzonte più ampio, collocate cioè nel percorso della motivazione, l'unica in grado di far passare attraverso i fallimenti senza tragici epiloghi o continui cambi di direzione. Quello che infine ci poniamo come obiettivo è quello di far scoprire che il successo e il benessere non può essere considerato un banale genere di consumo di cui vantare solo un non ben precisato diritto. Certo è importate aiutare a star bene gli studenti, ma una vita ovattata, senza la fatica e l'incomprensione, cosa che spesso è richiesto all'istituzione scolastica, non solo è difficilmente organizzarle, ma spesso rischia di incrementare un clima di ulteriore virtualizzazione della realtà.




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